Chiarimenti sull’etica della comunicazione

•26 Settembre 2009 • 2 Commenti

Sull’etica in comunicazione credo ci sia più di quanto si possa credere, nel caso non lo si sappia già con esattezza. Dunque la prima riflessione viene dalla lettura di un articolo (http://www.gandalf.it/free/etica.htm). Innanzitutto, credo che se si vuol parlare di comunicazione, ci si debba chiarire su che tipo di comunicazione si vuole discutere.

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Ancora sull’etica in comunicazione

•23 Settembre 2009 • Lascia un Commento

A quanto pare la questione dell’etica in comunicazione non è una mia idea, ma questo era prevedibile. Comunque prima di continuare a parlarne, ho trovato un esempio che può spiegare ciò che ho detto nel post precedente. Intendo riferirmi alla puntata della nota serie televisiva “Desperate housewives” numero 5.04 (mi dispiace non averla trovata su internet..ed ho difficoltà a caricare lo spezzone).

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Etica della comunicazione: esiste?

•20 Settembre 2009 • Lascia un Commento

Parlando di neurocomunicazione, in conclusione del post, mi chiedevo se non fosse possibile utilizzare questi studi per creare delle pubblicità, per esempio, che possono rimanere impresse, naturalmente senza togliere nulla alla creatività individuale: questi provenienti dalla neurologia potrebbero essere solo degli spunti o linee guida. Dicevo anche che se pur utilizzassimo questi spunti, non si verrebbero a creare delle pubblicità che forzerebbero o istigherebbero delle persone a comprare un prodotto, poiché c’è da considerare anche che ogni persona ha dei gusti personali. Ripensando a tutto questo mi è venuta in mente una domanda: sarebbe davvero impossibile, attraverso un pubblicità, forzare una persona ad acquistare un determinato prodotto?

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Neurocomunicazione: nuova fonte di ispirazione?

•17 Settembre 2009 • Lascia un Commento

Innanzitutto perché ho voluto parlare di “neuro comunicazione”, parola composta, forse un neologismo, da neurologia+comunicazione: perché ultimamente ho studiato un po’ di neurologia per un esame che ho fatto all’università, ed il libro a cui faccio riferimento è “che cosa sappiamo della mente” di Vilayanur S. Ramachandran. Subito voglio dire di aver trovato il testo molto chiaro e soddisfacente, per un persona che di neurologia, cioè lo studio del cervello, non sa nulla.

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Creatività razionale

•7 Luglio 2009 • Lascia un Commento

Continuando nel tentativo di spiegare l’accostamento del termine concetto con quello di creativo, ho deciso di parlare, dopo una razionalità creativa, di una creatività razionale: lì si diceva che una creazione costituisce un mondo a sé che contiene le sue regole, quindi razionale; ora invece voglio parlare di una creatività razionale, cioè di una razionalità che sfocia in una creazione. Di sicuro non voglio dire, lungi da me, che l’idea creativa, la famosa lampadina, non sia importante, ma semplicemente ribadire che dietro l’elaborazione e la messa a punto di tale idea creativa vi è tutta una serie di fattori che potremmo dire razionali, cioè che rispondono a delle ricerche precise, come quelle di mercato, che poi possono vincolare o legittimare o delegittimare o modificare la famosa idea creativa.

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Razionalità creativa

•30 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Nel post precedente abbiamo detto, o meglio ho detto, che accostare un sostantivo quale “concetto” ad un aggettivo quale “creativo” in un primo momento può risultare strano e poco comprensibile: non si riesce a ipotizzare subito cosa esso possa essere. Analizzando una delle definizioni trovate, mi è venuto in mente che potrebbe esistere una razonalità in ciò che è creativo, innanzitutto. Perché se noi pensiamo ad una idea, spesso questa fa riferimento ad un mondo nuovo, un mondo creato sulla base di ciò che conosciamo di questo, ma che poi ha le sue regole. Come potrebbe una bibita energetica far uscire le ali ad un uomo?

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Concetto creativo..siamo giunti a conoscerlo?

•26 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Per ricominciare la discussione sul concetto creativo, devo chiarire subito che il dubbio di cui ho parlato, cioè quello che inconsciamente non mi ha fatto cogliere subito cosa il concetto creativo potesse essere, è stato dovuto al fatto che il termine concetto viene inteso, almeno nella disciplina oggetto dei miei studi (la filosofia) come qualcosa di razionale, cioè di chiaro, semplice, esplicativo. Quindi ciò che mi ha fatto strano è stato innanzitutto l’abbinamento ad un aggettivo come creativo, giacché, almeno nel pensiero comune, creatività e razionalità talvolta fanno a cazzotti (ma credo che si potrebbe parlare di una razionalità insita nella creatività..forse l’accostamento concetto creativo è proprio questo, spiegherò il perché prossimamente) e poi perché solitamente usiamo esporre un concetto quando solitamente vogliamo spiegare qualcosa (ed anche su questo potrei tornare) e quindi chiamare concetto il contenuto di una invenzione mi creava qualche difficoltà di comprensione. La prima fonte (dopo quelle su Giordano Bruno) che parlasse di concetto creativo è un blog.

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Il concetto creativo…questo sconosciuto

•22 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Come già annunciato, eccomi a trattare del “concetto creativo”. Come spesso chiarito, molti di questi interventi iniziali hanno il compito di chiarire, forse solo a me, forse a qualcun altro, i principali elementi (altre figure professionali per esempio)che circondano la figura del copywriter ed il copywriter stesso. L’ultimo elemento su cui, ponendomi delle domande, cercavo di chiarirmi le idee era quello dell’art director, praticamente fino al post precedente. Nell’analizzare questa figura e quella dei suoi rapporti col copywriter, più supposti che dichiarati, è stato nominato il CONCETTO CREATIVO …

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Ancor art dirctor – quarta e ultima parte

•16 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Va detto innanzitutto che questa definizione di art director tratta da wikipedia è di sicuro, se non più chiara, almeno per me, più completa di quella di copywriter. Difatti la definizione, come ho già detto, è divisa per paragrafi, che in quella del copywriter non erano presenti. L’ultimo riguarda la carriera dell’art, cosa lo aspetta, cosa dovrà affrontare e quant’altro. A dire la verità le prime parti mi lasciano alquanto perplesso: si parla di gavetta della durata di anni, di mole di lavoro non indifferente, di difficoltà anche economiche (paghe basse) che sono relative al campo in cui si lavora (quello della pubblicità) che può risentire di diverse variabili..

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Ancora art director – parte terza

•12 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Siamo giunti quindi alla penultima parte sula definizione dell’art presa da wikipedia. Già il titolo del nuovo paragrafo mi crea dei problemi, chiamandosi “su chi deve poter contare”… il problema non è tanto nel titolo, quanto nel fatto che non viene trattata nessuna altra figura professionale tranne quella di cui si sta parlando. Forse sono sottintese? Nuovamente allora riportiamo la o le frasi della definizione e proviamo a riscriverle mettendoci vicino un riferimento relativo a questa o quella persona di cui potrebbe aver bisogno l’art, dato che è il titolo della sezione stessa che ci impone di farlo! Continua a leggere ‘Ancora art director – parte terza’