il colore blu

•13 giugno 2011 • Lascia un commento

Una cosa molto significativa è stata detta nell’ultimo episodio, cioè che il lavoro del copy deve essere quello di ridurre la comunicazione all’essenziale.

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le ore piccole

•16 maggio 2011 • Lascia un commento

Confortevole. E’ questo l’aggettivo che voglio suggerire. Quando si pensa ad una pubblicità, ad uno spot, in cui si vuole ricreare un’atmosfera in cui inserire il prodotto da vendere, una buona idea sarebbe quella di creare un’ambiente confortevole.

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vacanze romane

•13 maggio 2011 • Lascia un commento

Parliamo oggi di sopralluogo. Cosa intendo? Scendiamo nello specifico, dando esempio di uno specifico caso di pubblicità di cui un copy si deve occupare.

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il contratto

•29 aprile 2011 • Lascia un commento

Valutare oggetti. E’ così che viene vlutato e semplificato il lavoro del pubblicitario. Siete daccordo? 

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il parto

•18 aprile 2011 • Lascia un commento

Precedentemente (http://robertomorra.wordpress.com/2011/01/20/leredita-seconda-parte/) abbiamo già parlato della necessità e della convenienza che ci deve essere della integrazione razziale all’interno di spot e delle comunicazioni in generale. Diciamo che spesso si vede e quando non si vede, ciò non è da imputarsi a razzismo, ma a semplice dimenticanza, una mancanza di attenzione ecco.

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ultime volontà

•11 aprile 2011 • Lascia un commento

Abbiamo detto che l’agenzia pubblicitaria nella quale lavorano la maggior parte dei personaggi di cui viviamo le storie è una grande realtà. Essendo ambientanto negli anno ’50, il telefilm ci mostra un mercato pubblicitario fiorente e ricco, probabilmente ai suoi inizi. Questa agenzia è altrettanto ricca e importante, tanto che un suo account dice che il loro compito è quello di realizzare desideri. Ma desideri di chi? Dei clienti dell’agenzia. Infatti i clienti che si rivolgono ad essa hanno a disposizione talmente tanti fondi da poter realizzare campagne pubblicitarie costosissime, utilizzando anche i mezzi di comunicazione classici, cioè radio, televisione e stampa.

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la festa di roger

•30 marzo 2011 • Lascia un commento

Abbiamo sempre detto che le emozioni sono importanti: attraverso uno spot o una comunicazione, qualsiasi forma essa abbia, si cerca di far provare delle emozioni al compratore, lì dove possibile, cioè se il prodoto lo consente, il che magari non vale per i prodotti di largo consumo ad esempio.

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amore tra le rovine

•23 marzo 2011 • Lascia un commento

Identificazione. Ci troviamo nuovamente ad occuparcene perchè è uno strumento che, nell’agenzia pubblicitaria di cui si parla nel telefilm, è molto quotato ed usato. Come vedono loro l’identificazione: lo spettatore si identifica in chi vorrebbe essere. E’ proprio questa l’identificazione? Cioè io mi identifico con qualcuno perché è nei miei desideri essere così. Ma io sono i miei desideri? Nella vita reale io sono veramente così? Qui nasce il problema relativo a quanto una persona è contenta della vita che sta vivendo.

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Viaggio d’affari

•16 marzo 2011 • Lascia un commento

Comprensione. Credo che questa sia una delle parole fondamentali che al meglio descrivono l’attività svolta da un copywriter. La comprensione si svolge su due versanti: quello del prodotto e quello del fruitore della comunicazione.

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il re della montagna

•11 marzo 2011 • Lascia un commento

Il rito è sempre stato centrale nella storia dell’uomo. Possiamo dire, molto semplicemente, che esso, religioso o magico, è stato praticato dall’uomo per rinforzare i suoi rapporti con la terra o per ripetere un atto fondante, cioè che si trova all’iniio della storia stessa. Per l’uomo moderno si parla di rito quando c’è un gesto, un’azione, fatta magari in compagnia, che viene ripetuto frequentemente: è la ripetitività del rito che viene ripresa dall’uomo comune, non certo il riferimento ad una realtà più alta.

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