Creatività razionale

Continuando nel tentativo di spiegare l’accostamento del termine concetto con quello di creativo, ho deciso di parlare, dopo una razionalità creativa, di una creatività razionale: lì si diceva che una creazione costituisce un mondo a sé che contiene le sue regole, quindi razionale; ora invece voglio parlare di una creatività razionale, cioè di una razionalità che sfocia in una creazione. Di sicuro non voglio dire, lungi da me, che l’idea creativa, la famosa lampadina, non sia importante, ma semplicemente ribadire che dietro l’elaborazione e la messa a punto di tale idea creativa vi è tutta una serie di fattori che potremmo dire razionali, cioè che rispondono a delle ricerche precise, come quelle di mercato, che poi possono vincolare o legittimare o delegittimare o modificare la famosa idea creativa.

Quindi, non sto dicendo che solo avendo quegli elementi razionali, perché scaturiti da ricerche “scientifiche”, cioè che danno dei dati certi, si può arrivare alla produzione di una idea creativa, che poggia sull’immaginazione, ma che solo dall’unione di questi due elementi si può avere ad esempio una campagna pubblicitaria propriamente detta. Il concetto creativo sarebbe quindi il frutto dell’unificazione di elementi razionali e della idea creativa. Il copywriter e l’art director quindi, seppure i rapporti tra loro siano ancora un po’ indefiniti, parteciperebbero a mettere insieme tutto questo, per produrre il suddetto concetto creativo.

~ di robertomorra su 7 Luglio 2009.

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