Ancora sull’etica in comunicazione
A quanto pare la questione dell’etica in comunicazione non è una mia idea, ma questo era prevedibile. Comunque prima di continuare a parlarne, ho trovato un esempio che può spiegare ciò che ho detto nel post precedente. Intendo riferirmi alla puntata della nota serie televisiva “Desperate housewives” numero 5.04 (mi dispiace non averla trovata su internet..ed ho difficoltà a caricare lo spezzone).
Nella sequenza due delle protagoniste parlano di pubblicità, ed una propone una frase che possa accompagnarsi al cartellone del prodotto, che è poi un libro di ricette. La frase recita pressappoco così: “con la signora Van de Kamp (cognome della scrittrice del libro) il vostro forno diventerà una macchina del tempo” e la signora Van de Kamp afferma che già si immagina i bambini che si chiudono nel forno sperando di vedere i dinosauri … Lasciando da parte la comicità del momento, quello da notare è che una pubblicità così pensata darebbe, attraverso il mezzo linguistico in questo caso, il classico cattivo esempio. Diciamo che ci sono delle attenuanti, considerando che magari un bambino sarebbe ben poco attratto dalla pubblicità di un libro di ricette, ma questo rimane un esempio del fatto che la comunicazione deve essere etica nel senso che dovrebbe cercare di non influenzare, con conseguenze che possono essere più o meno dannose, chi riceve tale comunicazione, anche per evitare cause e citazioni in tribunale e simili! Certo non è semplice, ma secondo me c’è l’esigenza di fare un po’ di attenzione.

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